
COPPA TOS - FINALI
FESTA TROPICO, MA CHE FINALE!
Berz piegata solo ai rigori dopo uno stupendo 3-3. No fair play terza
Tropico del Cancro - Berz non
molla
7-6 dcr (3-3).
La più pura e
meravigliosa essenza del fantacalcio in una sola partita. Tutte le emozioni e le
imprevedibilità di questo meraviglioso gioco in una partita, una gara secca in
campo neutro, in una sentitissima finale di una Coppa dedicata ad un formidabile
personaggio purt
roppo
scomparso ma sempre vivo nel nostro ricordo. E ancora: un derby tra le due
formazioni con fantallenatori maioresi e vinta, in maniera rocambolesca, dalla
squadra data ampiamente per spacciata dai pronostici della vigilia!!! Cari
amici, dal punto di vista dello spettacolo non credo che si possa chiedere di
più ad una partita del genere... Naturalmente, non la penserà allo stesso modo
la Berz non molla, che si era spinta ormai vicinissima all'idea di poter
realizzare un incredibile treble (Campionato, Coppa di Lega e Twinneds
League!!!) e che ha dovuto invece subire un brusco risveglio, al termine di una
gara equilibrata, vibrante, davvero meravigliosa. E allora passiamo alla
cronaca. Nelle formazioni che si sono giocate l'ambitissima Coppa TOS, la Berz
può lamentare qualche assenza pesante in più rispetto agli avversari, come
quelle di Pato, Juan, Legrottaglie e Burdisso, mentre Di Martino deve fare a
meno di Pandev ma recupera Camoranesi e preferisce Castillo a Floccari (tipo di
scelta a cui ci siamo ormai abituati...). In effetti, proprio le tante defezioni
del reparto difensivo della Berz tolgono a quest'ultima la possibilità di
attaccare con continuità, concedendo, per lunghi tratti della gara, la
superiorità numerica al Tropico del Cancro. Pronti? Via! Dopo la commovente
cerimonia di apertura e il sentitissimo minuto di raccoglimento in onore del
grande TOS, le due squadre si affrontano a viso aperto, senza fronzoli, da
subito. E la gara si sblocca dopo soli tre minuti: Nedved va via sulla sinistra
e viene atterrato da Lucchini in area di rigore. Il direttore di gara non ha
dubbi e si prende la responsabilità di spezzare subito i sottili equilibri della
finalissima di Coppa TOS. Dal dischetto D'Agostino non sbaglia e fa esplodere
gli oltre 20000 tifosi del Tropico assiepati proprio dietro la porta di Rubinho.
La Berz non ci sta e si porta in attacco, lasciando però ampi spazi alle
ripartenze avversarie. Ne viene fuori un match frizzante e spettacolare,
contraddistinto da continui capovolgimenti di fronte e da un ritmo davvero
esasperato. Dopo due occasioni per parte nei primi venti minuti, al
ventisettesimo la palla viene collocata nuovamente sul dischetto ad undici metri
da Rubinho, reo di aver fermato con le cattive Del Piero lanciato a rete.
Episodio piuttosto dubbio, perchè l'intervento dell'estremo difensore della Berz
non sembra, per quanto energico, meritevole della massima punizione. Fatto sta
che stavolta è proprio Del Piero a presentarsi sul dischetto, nonostante la
freddezza
mostrata
da D'Agostino nell'occasione precedente. Ma il volto del capitano juventino
sembra rassicurante e Di Martino non interviene. E fa bene, perchè Alex non
tradisce e spiazza con facilità il portiere avversario, realizzando con
freddezza la rete del 2-0. Adesso la Berz accusa il colpo, tanto più che il
trascinatore Ibrahimovic scompare misteriosamente ed è il solo Kakà a
sobbarcarsi tutto il peso dell'attacco riuscendo anche a rendersi utile in fase
difensiva. Al 42° proprio il fenomenale brasiliano, dopo una fase di stanca del
match, supera tre avversari, scambia con Tiribocchi e lascia partire un
imparabile collo destro che si infila alle spalle di Julio Cesar, che può solo
guardare. Il gol scuote la Berz e i suoi numerosi tifosi, che rifiatano e
tornano a sperare dopo una prima mezz'ora davvero tremenda. Così la Berz prende
fiducia e inizia a presidiare l'area avversaria fino al termine del primo tempo.
E nella ripresa la musica non cambia, anzi; al 55° una corta respinta della
difesa del Tropico da un calcio d'angolo viene raccolta da Kakà che si incunea
tra due avversari e dal vertice destro dell'area piccola serve rasoterra Bianchi
che, preso in controtempo, si inventa un fenomenale colpo di tacco e manda la
palla in rete siglando il 2-2. La Berz ha una mentalità vincente e non intende
abbassare il ritmo, continuando quindi a giocare come se dovesse recuperare. Il
Tropico sbanda paurosamente e non riesce ad arginare la furia di Kakà, vero e
proprio tornado che si abbatte sulla difesa avversaria con regolarità
impressionante. Ed è proprio l'ennesima incursione del brasiliano, pescato
magistralmente da Fini, a ribaltare clamorosamente il punteggio portando la Berz
non molla in vantaggio per 3-2. Partita finita e Tropico annichilito? Neanche
per sogno. In luogo dello spento Castillo, c'è spazio per Floccari che entra
subito nel vivo del gioco con la solita generosità ma non riesce ad incidere in
zona gol. Il tempo passa e il Tropico attacca mentre la Berz indietreggia
colpevolmente, tradita, proprio nel momento più importante, dal fuoriclasse
Ibrahimovic. Prima Pazzini e poi Del Piero sfiorano il gol del pareggio, con la
Berz che tentenna, non più sorretta dall'esausto Kakà. il Tropico ci crede
e impegna regolarmente Rubinho, che para ancora su Nedved e poi su Del Piero, ma
poi, all'87°, è costretto a capitolare; la triangolazione Floccari-Del Piero-Floccari
porta il centravanti atalantino ad effettuare dal fondo un cross arretrato al
limite dell'area dove sbuca D'Agostino che scaglia un terrificante missile che
si insacca alle spalle di Rubinho dopo aver violentemente sbattuto sulla parte
interna della traversa. La bomba di D'Agostino annichilisce la Berz mentre
l'intera squadra del Tropico si fionda verso la panchina per festeggiare con il
tecnico Di Martino un gol che può salvare un'intera stagione. Dopo il 3-3, le
due squadre sono spompate e attendono i supplementari per rifiatare. Dopo un
breve break, i ritmi sono bassi e nessuno sembra voler rischiare. Il Tropico sta
un pochino meglio ma si rende pericoloso solo con una punizione di D'Agostino
che scheggia la traversa al minuto 107. L'occasione più ghiotta capita però
all'opaco Brighi al 117° quando il generoso centrocampista, servito, neanche a
dirlo, da Kakà dopo un'ubriacante serpentina, cicca malamente la conclusione,
fallendo il più classico dei rigori in movimento. L'errore è pesante, ma il
Tropico non avrebbe meritato una punizione così cocente. Così la quarta edizione
della Coppa TOS eleggerà un vincitore solo dopo la lotteria dei calci di rigore,
circostanza peraltro verificatasi due anni orsono. Sbagliano subito Ibra e
Pazzini, poi, dopo la rete di Zanetti, è Camoranesi a fallire per il Tropico.
Kakà trasforma e siamo sul 3-1 per la Berz, ma, dopo la trasformazione di
Nedved, è Brighi a spedire al lato il quarto rigore, facendo disperare Ruocco in
panchina. E in effetti è solo l'inizio della fine. Le trasformazioni di
Zanchetta, Fini e D'Agostino concludono in parità i primi 5 rigori. Si va ad
oltranza e il primo a presentarsi sul dischetto è Cordoba, non propriamente uno
specialista, che infatti calcia con forza ma senza angolare rendendo agevole
l'intervento per Rubinho. Così la responsabilità è tutta nei piedi di Alex Del
Piero, inspiegabilmente sesto rigorista ma, comunque sia, l'uomo giusto nel
posto giusto al momento giusto. E infatti il capitano bianconero, come tre anni
fa a Berlino, guarda il portiere avversario fino all'ultimo istante e poi lo
trafigge infilando il pallone nel sette e consegnando al Tropico del Cancro la
fantastica Coppa TOS che trasforma in un istante una stagione disastrosa nel più
esaltante dei trionfi. Pochi minuti dopo è capitan Bellini ad alzare la Coppa
tra i tradizionali cori di giubilo di squadra e tifosi dalle gradinate. E la
festa ha inizio, con carovane festanti e suoni di clacson impazziti che invadono
le strade maioresi irrimediabilmente bloccate. Grande onore va riconosciuto alla
Berz non molla, splendida finalista e protagonista di una stagione davvero
strepitosa. Purtroppo a volte sono particolari non prevedibili a fare la
differenza ed è proprio quello che è accaduto oggi. Non resta che pensare che
forse la dea bendata ha voluto riscuotere il suo credito con la Berz non molla,
il cui inarrestabile cammino in Campionato è stato (non ci stancheremmo mai di
dirlo perchè i numeri parlano chiaro) spesso sorretto da circostanze piuttosto
fortunose; e per quanto oggi la Berz abbia dovuto pagare un conto piuttosto
salato... Festeggia invece il Tropico, protagonista della più classica delle
stagioni da Dottor Jekyll e Mister Hyde, con un cammino in Campionato
viziato da tremendi errori di formazione e di scelte di mercato, a cui hanno
fatto da contraltare, con uguale intensità ma in senso contrario, una serie di
straordinarie prestazioni in Coppa TOS... Misteri del fantacalcio... senza
dilungarci troppo, risulta in effetti impossibile capire come questa
incomprensibile squadra sia stata capace di lasciare sulla propria strada
entrambe le capoliste dei nostri Campionati (Moe's Tavern eliminata nei quarti,
Berz in finale) salvo poi perdersi incredibilmente in Campionato, arrivando ad
essere travolta in casa (addirittura 0-5...) dal non irresisitibile Atletico
Bonadies, solo per fare un'esempio... In ogni caso, sarà difficile nei prossimi
anni vedere una finale così intensa, così emozionante, così incerta fino
all'ultimo istante così come sarà difficile vedere una stagione così
appassionante che deve, peraltro, ancora emettere tanti verdetti in entrambi i
nostri Campionati. E da Presidente non posso che essere orgoglioso per questo.
In questi ultimi due anni abbiamo fatto passi da gigante e spero che possiamo
continuare così nei prossimi anni. Intanto, nel prossimo week end i nostri
Campionati entrano nell'ultima caldissima fase, con il Tropico che, dopo
lunghissimi festeggiamenti, potrà mostrare ai suoi tifosi la Coppa TOS appena
conquistata e vorrà perciò fare bella figura ospitando il motivatissimo Real
Ponte, che è tornato a credere nel sogno promozione ed è forse la squadra più in
forma della Serie B. La Berz proverà a non farsi distrarre dalla finale di
ritorno di Twinneds League, giocando sul campo della X Mas. Dopo tutto, il
traguardo del record di punti (56, totalizzati dal Tender Team nella scorsa
stagione) sembra ampiamente alla portata e sarebbe un peccato non conquistarlo.
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No fair play - Ultras Liberi 4-2.
No, non
è uno scontro diretto per la salvezza, ma la finale per il terzo e il quarto
posto della Coppa TOS. Le due squadre, eliminate in semifinale,
si affrontano in una partita imprevedibile e spettacolare. Sale l’adrenalina
prima del match, le due squadre che lottano per restare in A si scontrano in una
gara che con il campionato non ha proprio nulla a che fare e non avendo nulla da
perdere si giocano tutte le mosse senza risparmio.
Però, per una giornata, la No fair play
ritorna leonessa e riduce in brandelli gli Ultras Liberi che, nonostante qualche
segno di vita dimostrato nella prima frazione, sono in coma profondo oramai da
più di tre mesi. Eppure la prima parte della gara risulta equilibrata e le
squadre offrono uno spettacolo senza precedenti. Dirige l’incontro il signor
Perosopo Malmignoli da Santa Maria Capua Vetere. Il primo tempo è da cineteca,
le azioni fioccano da entrambe le parti e le due
formazioni riescono addirittura a trovare due gol per parte. A sbloccare
il match sono proprio gli Ultras Liberi con un colpo di testa di Vargas. Pochi
minuti dopo però, a ristabilire il pari è il giovane talento Gaetano D'Agostino,
indiscusso migliore in campo. A metà ripresa gli uomini di Mister 3bt vanno
ancora in vantaggio con Aquafresca, ma prima dello scadere Gilardino trova lo
spunto giusto e batte Buffon. Il secondo tempo invece è esclusivamente sotto il
segno della No fair play. Gli UL sembrano irriconoscibili rispetto a quello che
si è visto nella prima frazione. A concretizzare il dominio “No fair play” ci
pensano ancora D'Agostino e Gilardino, appena a venti minuti dall'inizio della
ripresa. A q
uesto
punto mr.Esaurito decide di non infierire e, vista la resa totale dei suoi
avversari, invita la sua formazione a gestire il vantaggio. Da segnalare però le
prodezze di Pellissier e Bianchi che per purasfortuna non trovano la gioia del
gol. Al termine della gara Mr. 3bt non riesce a spiegare il crollo improvviso
dei suoi nella ripresa e li invita a dimostrare la grinta della prima frazione
di gioco nelle partite rimanenti che decideranno la sorte della società. Patron
Dipicka invece si limita a spronare
i suoi a mantenere questi ritmi in nelle ultime giornate, ma non lascia
dichiarazioni relative alla serie B. Domenica prossima gli uomini di Via
Boccaccio affronteranno l'Agenore Calcio 1919 di mr.Caruso, mentre gli UL
tenteranno di sbarrare la strada al Tender Team, in corsa per il titolo.
Raffaele "Pappone" Amato
COPPA PENOCCHIO - FINALISSIMA
Tender Team
- Er Pomata Football Club
1-0 dts.
RAVELLO. Ruocco
recupera in extremis Soligo (questa ce la spiegherai, Donà…), Cambiasso ancora
titolare a centrocampo. In avanti sceglie Pazzini e Rocchi insieme con Del
Piero, in un inedito ma annunciato 4-3-3, anche in funzione delle tante assenze.
L’Er Pomata mette in campo un 5-3-2 sornione, con Milito e Iaquinta davanti per
tentare di scardinare con lunghi lanci la difesa avversaria. La partenza è di
marca tenderiama, con un duetto Rocchi-Del Piero: l'ex Chivu chiude giusto in
tempo. All'11' è la volta dei padroni di casa che ci provano da venticinque
metri con il redivivo Donadel, Artur vede la palla al'ultimo momento e mette in
angolo. Molti gli errori da entrambe le parti, soprattutto all'altezza della
trequarti. Al 22' azione corale degli ospiti con sassata finale di Thiago
Motta che finisce alta. Due minuti dopo è Pazzini a girare di testa alto sopra
la traversa. Intorno alla mezz'ora il Pomata mette sotto pressione la difesa del
Tender che si rifugia per due volte di seguito in calcio d'angolo. Sul finale
del tempo (41') Galloppa prova da
lla
distanza e Artur respinge. C'è in palio qualcosa in più di una semplice coppa,
ma i giocatori in campo non sembrano accorgersene, difatti la partita fila via
liscia senza emozioni di rilievo fino al 45° del primo tempo. Si riparte con Talamonti al
posto di Kjaer per gli ospiti, mentre Donadel (5') si fa ammonire per non aver
rispettato la distanza in barriera su calcio di punizione. Subito dopo (7')
cartellino giallo anche per Juric, subentrato ad uno stanco Seedorf. Sul calcio
di punizione che ne scaturisce, Talamonti protesta con l'arbitro per una
presunta strattonata in area di Panucci. L’Er Pomata rimescola le carte e mette
dentro inaspettatamente Manfredini e Blasi. Al 14' Rocchi lancia Juric in un
corridoio libero, si alza con ritardo la bandierina del giudice di linea che
pesca in dubbio fuorigioco il centrocampista castellano. Ruocco protesta con
veemenza e l'arbitro lo allontana dal campo. Al 17' svarione difensivo del
Pomata, la palla arriva nel cuore dell'area di rigore a Rocchi che sbaglia
clamorosamente da due passi il colpo decisivo al volo. Si fa male Criscito in
uno scontro di gioco. Il forte difensorte esce in barella con una borsa di
ghiaccio sulla spalla sinistra. Ma rientra dopo poco. Al 24° altra occasionissima
per il Tender che riparte in contropiede con Pazzini, il quale riesce a far
scorrere sulla destra per l'avanzante Del Piero che preferisce un lob a due
passi dal portiere e la palla finisce fuori di un soffio. Al 27' prima vera
palla gol per il Pomata: Milito si libera dalla guardia di Criscito e da centro
area costringe Artur ad uno strepitoso intervento in due tempi. Poco dopo nuovo
infortunio per Criscito che esce un'altra volta in barella. Questa volta non ce
la fa a rientrare, al suo posto Ruocco mescola le carte credendo nella vittoria
ed inserendo Balotelli. Ancora Milito spreca dalle parti di Artur, mentre
il Tender prova a ripartire in contropiede mettendo in difficoltà la
retroguardia della compagine di casa. La partita nel finale si trasforma in un
combattimento corpo a corpo, ma i 90 minuti si concludono con una nulla di fatto
e con i fischi di disapprovazione del pubblico di casa che effettivamente si
aspettava di meglio dalla squadra di patron Mansi. Nei primi minuti dei
supplementari le squadre appaiono infatti provate dai 90 minuti e si studiano
per oltre 10 minuti. Ospiti più abili nelle ripartenze e nel tener palla.
L'ultima ed unica emozione del match al 103' con Talamonti che sfrutta un
indecisione colossale di Panucci sugli sviluppi di un angolo battuto da Juric ed
insacca di testa alle spalle di un Buffon infuriato con il suo reparto
difensivo: bella l'acrobazia del centrale argentino che polemizza col tecnico
per il suo scarso utiilizzo. Succede poco altro, gli “impomatati” non sembrano
piu in grado di reagire, l'ultimo brivido lo regala l'incerto Artur, nel
recupero, sbagliando una presa alta ma
riuscendo poi a sbrogliare con difficoltà la situazione. Finisce con Ruocco che
gioisce nel corridoio degli spogliatoi e i giocatori che salutano festanti i
tanti supporters arrivati a Ravello per gustarsi questa vittoria di coppa che
regala un altro trofeo alla compagine di Mast Armand dopo il titolo dell’anno
scorso. E nel prossimo week end riprende la corsa al titolo sul campo degli
Ultras Liberi ormai in crisi profonda. L’Er Pomata deve invece evitare l’ultimo
posto e avrà uno scontro diretto con l’Atletico Bonadies
Donato Di Martino
PLAY OUT COPPA PENOCCHIO - FINALE
Castagneto United
- Atletico Bonadies 4-6 dcr (1-1).
Una cosa è sicura: oggi nessuna altra squadra
avrebbe voluto essere al posto di Atletico e Castagneto per giocare questa
finale. Il motivo non è difficile da capire; alla squadra sconfitta viene
riservato
un castigo che nessuno di noi potrebbe augurare nemmeno al peggior nemico: il
gigantesco fallo di Penocchio. Prima dell’inizio dell’incontro viene trasportato
in campo una statua marmorea alta tre metri, che rappresenta ( chiaramente in
scala ridotta …. Altrimenti sarebbe impossibile!) l’arnese del nostro
ingombrante e grande amico. Tale monumento verrà consegnato alla squadra
perdente, che come ulteriore supplizio dovrà trascorrere in una stanza al buio,
completamente nudi, un’intera nottata in compagnia del nostro amico e della sua
“trivella”, quella originale però …. E non osiamo immaginare le conseguenze… A
questo punto ci sembra do poter dire che un motivo per non perdere c’ era e
anche piuttosto convincente …. All’ entrata in campo dei giocatori delle due
squadre, è stato facile leggere sul loro viso la preoccupazione e la paura di
incorrere nella grande (.. ma nessun termine, in verità, è più appropriato …)
punizione. La partita inizialmente è
molta bloccata, nessuno voleva sbilanciarsi per prendere gol, forse mai come
stavolta due squadre si sarebbero accordate per il pareggio, evitando cosi di
finire nelle grinfie di del “Cazzon”… E’ il Castagneto il primo a scrollarsi la
tensione di dosso e a sfiorare il gol con un colpo di testa di Acquafresca, ben
servito da Zambrotta, che dalla destra scodella una palla insidiosa. La squadra
di PDC sembra essere più in partita e al trentesimo si porta in vantaggio con
Sergio Pellissier che sfrutta una spizzata di testa di Acquafresca su un
rilancio dalla difesa, si inserisce fra due difensori avversari e batte il
portiere con un tocco d’esterno. Il primo tempo si conclude così. Nella ripresa
gli uomini di Caruso badano a mantenere il vantaggio, chiudendosi cosi dietro
(in tutti i sensi…) e affidandosi alle ripartenze.
Questa tattica riesce bene al Castagneto
per buona parte del secondo tempo, ma verso il finale di partita la difesa
inizia ad annaspare. Infatti l’Atletico, con il trascorrere del tempo sentiva il
pericolo avvicinarsi, intensificando gli attacchi.. E proprio quando ormai
“l’asta” del Penocchio sembrava incombere sulla loro testa, la squadra dei
Gallucci trova il pareggio con Julio Baptista, che batte il portiere avversario
con un gran tiro di destro, su assist di Pirlo. Cosi si vai ai tempi
supplementari, dove non accade quasi nulla fino al centoventesimo. I
nfatti,
nell’ultimo minuto dell’extra time, Kharja sfiora il colpaccio, colpendo una
traversa con un tiro da fuori. Rimane così strozzato in gola l’urlo di gioia
alla panchina di Piazza Fontana. L’arbitro fischia e si va ai rigori.
Dagli undici metri arrivano gli errori
decisivi per il Castagneto di Foggia e Ledesma. Mentre risultano freddi e
precisi i rigoristi dell’Atletico, che forse in settimana si erano esercitati
per tale eventualità. Alla realizzazione del rigore decisivo di Sanchez,
esplodono i giocatori e la dirigenza dell’Atletico, che festeggiavano la
vittoria di questa finale, come se fosse quella della Coppa del Mondo;
d’altronde possiamo ben capire il motivo di tanta gioia ….. Non possiamo capire
invece lo sgomento e la preoccupazione che aleggia in casa Castagneto, dove PDC
è destinato alla tremenda punizione ….. I giocatori escono dal campo con una
faccia da funerale, qualcuno addirittura piange, pensando alla notte da
trascorrere in compagnia del buon figlio di Franchino, che certamente non
risparmierà loro il suo trattamento terapeutico, con cui ha fatto già eccellenti
vittime…..
Paolo Ruocco
TWINNED'S LEAGUE
Fase a eliminazione diretta - Andata finalissima
Questa volta la nostra Berz non molla non ha tradito le aspettative, riuscendo ad imporsi in trasferta per 2-1 nell'andata della finalissima della Twinneds League che, al di là di ogni giudizio personale, resta una competizione di livello nazionale in cui ci tenevo a fare bella figura. E direi che la nostra Berz non molla sta onorando l'impegno nel migliore dei modi. E dire che la formazione di Ruocco ha anche giocato in inferiorità numerica!!! Ora naturalmente incrociamo le dita in vista del ritorno. Forza Berz non molla!!!
Ecco il risultato dell'andata:
Oronzo Canà F.C. - Berz non molla 1-2
Ringrazio Paolo Ruocco, Raffaele Amato e Donato Di Martino per la collaborazione prestatami. Se qualcun altro vuole aiutarci, me lo faccia sapere. Grazie.
Con tutta probabilità la premiazione di fine anno si svolgerà nel week end del 2 Giugno o in quello precedente. Vi informerò tramite newsletter ma nel frattempo gradirei avere un'idea della vostra disponibilità nelle date che vi ho indicato. in ogni caso cercheremo di fare in modo che ci siano almeno i vincitori in modo che possano ritirare i premi personalmente .
PER SEMPRE ONORE A TE, TOS
Il Presidente vi saluta con affetto.
Sempre al servizio di chi se lo merita, il (tirannico) Presidente, 30/4/2009